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AUTUNNO A LUCCIOLA BELLA

La riserva naturale di Lucciola Bella mantiene il suo fascino selvaggio anche in autunno, quando le varie tonalità di marrone della terra e il grigio della creta rivestono ogni cosa .

Filari di cipressi indicano la strada, poi ci si arrampica nei viottoli fra le bianche mammelle argillose; il vento, sempiterno, ci avvolge. Camminiamo sul crinale dei calanchi, pestando la creta viscosa se bagnata e miseri ciuffi di erbe aromatiche: l’artemisia cretacea, piccolo cespuglio molto amato dalla pecore;la piantaggine delle argille; la piccola logliarella dalle foglie ricurve.

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In cima alla salita il vecchio podere di Lucciola Bella, oggi agriturismo, appena si nota. Ovunque, intorno a noi, grossi motti di terra appena arata, campi incolti e terreni finemente lavorati e già pronti per la semina.

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Un profumo tenue, ma caratteristico, gira nell’aria; il panorama è grande e limpido.

Così tutti i nostri sensi vengono ritemprati.

L’escursione non riveste particolari difficoltà, anche se in autunno, che è frequentemente piovoso, l’argilla bagnata è molto viscosa e si attacca alle scarpe con facilità. Il sentiero che sale sul calanco è molto ritto, ma vi sono più possibilità: l’itinerario più semplice sale lungo la strada coi cipressi ed è lungo 9 km. Se ci si vuole “arrampicare” sui calanchi, invece, dobbiamo affrontare più sali scendi e una lunghezza che varia fra gli 11 e i 13 km.

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La riserva naturale di LUCCIOLA BELLA

Ci ritroviamo lungo la strada che sale verso La Foce e prendiamo un sentiero che s’inerpica fra le mammelle bianche di argilla, avvolti dal profumo delle ginestre. Saliamo un po’ fino a giungere sul poggio; il sentiero  continua pianeggiante e arriva fino alla strada che porta  all’antico podere di Lucciola Bella, oggi agriturismo. Da lì la vista è splendida, i colori e i profumi affascinanti in ogni stagione. Oltre alle ginestre gli arbusti aromatici  delle crete: l’elicriso, la crespolina etrusca e l’artemisia cretacea; a maggio le piccole ma perfette orchidee selvatiche.

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Continuando il cammino ci troviamo sul crinale dei calanchi che tagliano a strapiombo la formazione argillosa dell’area: un paesaggio pieno di fascino, dove la mente può vagare serena e riposare. Intorno a noi, insieme al vento, volteggiano i gruccioni, variopinti uccelli cacciatori di api che scavano il nido nella creta: vere e proprie gallerie dove in fondo depongono le uova.La passeggiata è facile, 2 ore di cammino in tutto, il luogo è, sopratutto a primavera, assolutamente da non perdere.

 

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